I NOSTRI COMUNICATI STAMPA 

 

 

 

 

6° PREMIO INTERNAZIONALE ALLA COMMITTENZA DI ARCHITETTURA "DEDALO MINOSSE" 

PREMIATA L’ARCHITETTURA DELLA CANTINA TERRE DA VINO

 

Nel corso di una solenne cerimonia, svoltasi a Vicenza nella prestigiosa sede del cinquecentesco Teatro Olimpico, è stato conferito il premio internazionale d’architettura Dedalo-Minosse a quindici opere di architetti di fama internazionale, scelte tra oltre cinquecento progetti provenienti da tutto il mondo.

Il premio Dedalo- Minosse ha una particolare importanza, in quanto non viene conferito solo agli architetti ma anche alla committenza, come riconoscimento a chi abbia saputo esprimere un prodotto edilizio di qualità, nel rispetto del territorio, attraverso la scelta di un progettista e di una originale proposta connotata da un forte segno architettonico.

Grande interesse è stato riservato alle espressioni dell’architettura del mondo del vino. Sono state infatti premiate ben 4 aziende italiane: la Cantina Terre da Vino di Barolo dell’architetto Gianni Arnaudo, la Ditta Bortolo Nardini di Massimiliano Fuksas, l’azienda Petra di Mario Botta e i Vignaioli Contrà Sorda di Henry Zilio.

La cerimonia di premiazione è stata condotta  da Alessandro Cecchi Paone, noto ideatore della trasmissione “La Macchina del Tempo”, che ha espressamente invitato l’architetto Arnaudo a raccontare ad un pubblico attento e qualificato le caratteristiche essenziali della sua idea.

I progetti rimarranno esposti in mostra nella straordinaria sede della Basilica Palladiana di Vicenza fino a fine luglio e quindi saranno trasferiti a Venezia per la Biennale d’architettura.

Il progetto di Gianni Arnaudo per Terre da Vino era stato premiato nel mese di giugno presso la sede della Triennale di Milano nell’ambito della Mostra, organizzata dalla stessa Triennale e dalla Federico Motta Editore, denominata “Around 50”, come mostra ad inviti a cinquanta architetti provenienti dai cinque continenti. 

Cristina Torrengo

 

“TERRE DA VINO” NELLA TERRA DEL VINO

L'Inaugurazione della nuova cantina a Barolo

 

Barolo – Venerdì 16 febbraio 2001 TERRE DA VINO ha aperto le porte della sua nuova cantina in Barolo a produttori vitivinicoli, giornalisti e personalità.

            Sui volti dei presenti era disegnato lo stato d’animo di chi attende, di chi è pronto ad ascoltare e osserva la persona davanti a sé mentre prende fiato e un attimo dopo inizia a parlare.

Aprendo le sue porte “Terre da Vino” ha iniziato a parlare.

            Ha parlato dal profondo del cuore, una barricaia suggestiva per grandezza e design, parte finale di un itinerario ideale che guida il visitatore attraverso le varie fasi della produzione del Barolo, uno spettacolo  che lascia senza parole e predispone all’ascolto.

Ha parlato con le voci dei suoi uomini, moderati con maestria dal giornalista Paolo Massobrio, le cui doti comunicative hanno dato vita ad un gioco di interventi appassionato e vivace.

            Terre da Vino è una società per azioni, i suoi azionisti sono 13 cantine cooperative che raccolgono 3.200 vignaioli dislocati nelle aree di produzione più importanti del Piemonte: questi numeri da soli non bastano per capire la realtà di Terre da Vino, possono soltanto dare un’idea della sua dimensione.

            Il presidente, Lorenzo Ottria, cui è toccato di aprire la tornata di interventi, parlando dell’azienda come di una pagina della storia delle cooperative ha subito messo in evidenza il punto di forza di Terre da Vino: i suoi viticoltori, i 3.200 produttori riuniti nelle cooperative associate, persone semplici ma lungimiranti che hanno creduto in un sogno e che finalmente hanno visto realizzato quel sogno, e ci sono entrati, liberi di sentirsi a casa.

Le parole del presidente “Noi in questi anni abbiamo effettuato notevoli investimenti in tecnologie: possediamo tecnici con alta professionalità” sono state confermate da quanto i presenti, in una cornice di barrique, attenti ma incuriositi, hanno avuto modo di osservare: anche i materiali utilizzati, metallo e vetro sapientemente abbinati al legno, più caldo e tradizionale, rispecchiano questa linea.

Altri numeri che evidenziano l’importanza di Terre da Vino. Il successo dell’azienda ha una spiegazione, che non è un segreto: l’intervento del direttore, Piero Quadrumolo, ha fatto luce su questo punto. L’obiettivo dell’azienda è sempre stato “dare al cliente un vino con la qualità e la personalità delle piccole aziende agricole, ma con la capacità produttiva ed il servizio al cliente della grande azienda”.

Il terzo intervento, firmato da Gianluigi Biestro della Vignaioli Piemontesi ha invece approfondito il discorso sulla qualità. I progetti attualmente in corso hanno per protagonisti i vini Barbera d’Asti, Piemonte Moscato Passito e Langhe Nebbiolo, nei quali sono coinvolti il dr. Lovisolo e i dr. Schubert del Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Torino. La sua riflessione sulla qualità lo ha portato a concludere che nel caso di Terre da Vino i grandi numeri non escludano la grande qualità

Da adesso, nel cuore delle Langhe, c’è anche il cuore di Terre da Vino.

Cristina Torrengo

 

 

ORO MEDITERRANEO

Vendemmie Tardive e Passiti in Italia.

11 febbraio 2002 - Milano

 

Giallo oro, profumi intensi, muschio, note di frutta candita e matura, riflessi eleganti, miele, dolcezza sensuale e morbidezza, calore ed armonia. Tante le parole per descrivere i 9 vini presentati a Milano a Palazzo Visconti lunedì 11 febbraio 2002 nell’ultima  iniziativa indetta da Terre da Vino per illustrare alla stampa il Piemonte Moscato Passito La Bella Estate Doc 2000.

L’azienda di Barolo ha infatti deciso di presentare in modo assolutamente nuovo e brillante il proprio Moscato Passito a fianco di altre 8 aziende provenienti da tutta Italia, grandi rappresentanti nella tipologia Vendemmie Tardive e Passiti.  

Naturalmente, non potevano mancare due grandi conduttori: Bruno Gambacorta, direttamente  da TG2 Eat Parade, e Giuseppe Vaccarini, presidente nazionale e mondiale dell’A.I.S. 

L’intervento iniziale del direttore generale, Piero Quadrumolo, ha subito chiarito l’esigenza di riscoprire una dimensione nuova  per il Moscato d’Asti, ricercando un ponte verso i cosiddetti ‘vini da meditazione ’. 

Intitolato all’opera letteraria di Cesare Pavese, la storia del Moscato Passito La Bella Estate ricalca quella del romanzo del 1949: giovanili passioni amorose, entusiasmi  e sconfitte, proprio come numerosi sono stati i tentativi di Terre da Vino prima di riuscire a definire e a codificare i presupposti per il processo di surmaturazione in pianta come fondamento della qualità e del successo della propria vendemmia tardiva. 

Dopo aver rinunciato alla Botrytis cinerea si è capito in azienda di dover lavorare nel vigneto per favorire la sanità dell’uva e la creazione di un microclima asciutto all’interno della fascia produttiva. 

Con la Consulenza del Dipartimento Colture Arboree dell’Università di Torino e la collaborazione del Servizio Viticolo della Vignaioli Piemontesi, Terre da Vino ha portato avanti il coinvolgimento delle prime cantine: Nizza, Ricaldone e Alice Vecchia e con il patrocinio della Regione Piemonte ha voluto e creduto in un progetto grandioso di confronto della propria esperienza enologica con quella di altri 8 grandi italiani: Avignonesi (Montepulciano), Carlo Pellegrino (Marsala), Cantina Produttori di Termeno (Termeno), Fazi Battaglia (Castelplanio), La Crotta di Vegneron (Chambave), Lis Neris (San Lorenzo Isontino), Livio Felluga (Cormons) e Zeni (San Michele all’Adige).

E così si sono susseguiti gli interventi dei vari relatori. Rispettivamente sono intervenuti Elena Falvo che ha illustrato la poesia e il fascino dell’uso dei caratelli per la produzione del Vinsanto Occhio di Pernice 1989. Willi Stürz, enotecnico della Cantina Produttori di Termeno, ha parlato di alti e bassi: molti tentativi, studi delle variabili climatiche per la formazione della muffa nobile fino alla prima esperienza del 1996 per ottenere poi un grande Gewürztraminer Passito Terminum 1999. Franco Bernabei ha poi introdotto l’azienda in cui lavora come consulente da dieci anni, Fazi Battaglia, esaltando la terra marchigiana, habitat ideale per la produzione del Muffo di S. Sisto Arkezia IGT Marche Bianco, un Verdicchio passito proveniente dalla zona classica di produzione dei Castelli di Jesi. Moreno Rossin, esponente della Cooperativa La Crotta di Vegneron, ha affascinato il pubblico raccontando del Re di Francia Carlo VIII che già amava pasteggiare e terminare le sue laute libagioni con il Valle d’Aosta Chambave Moscato Passito. Elda Felluga, figlia del noto Livio Felluga, ha introdotto il Picolit Rosazzo COF riserva ’98, anteprima che uscirà in commercio soltanto il prossimo giugno: un vino prodotto dagli sparuti acini del grappolo, storicamente il vino della grande nobiltà europea. Roberto Zeni, titolare dell’omonima azienda trentina, ha portato in assaggio il Moscato Rosa Trentino DOC, una nicchia di mercato visto che l’ammontare della produzione media di uve Moscato Rosa in regione è dello 0,01%. Emilio Ridolfi, direttore commerciale dell’ultra centenaria Carlo Pellegrino di Marsala, ha introdotto il Passito di Pantelleria Nes 2000 soffermandosi sulle caratteristiche geomorfologiche e climatiche dell’isola siciliana. Alvaro Pecorari, infine, ha portato in degustazione la terza annata di Confini IGT proveniente da 3 vitigni internazionali, Pinot Grigio, Traminer e Riesling, che donano un grande equilibrio al vino bandiera dell’azienda friulana Lis Neris.

Terminati gli interventi dei relatori la parola è stata riservata a Giuseppe Vaccarini, che con grande brio ed esperienza ha accompagnato i cento presenti, passito dopo passito, nella degustazione, dopo aver elogiato Terre da Vino per essere riuscita a promuovere un evento decisamente nuovo, di unione e confronto, tra produttori di tutta Italia.

 

Cristina Torrengo

 

 

Nella foto: da sx F. Bernabei, M. Rossin, E. Felluga, B. Gambacorta e P. Quadrumolo

 

 

4° INCONTRO CON I PRESIDI SLOW FOOD E TERRE DA VINO A BAROLO CON IL PROF. GIORGIO CALABRESE 

 

Lunedì 31 maggio 2004 è in programma la quarta edizione dell’Incontro tra Presidi Slow Food e Operatori di settore presso le Cantine dell’azienda Terre da Vino a Barolo, nella splendida sala di affinamento.

Il folto pubblico di oltre 450 operatori in ogni edizione ne ha testimoniato il grande successo ed interesse per la manifestazione, diventata un appuntamento fisso nel programma dell’azienda.

I Presidi Slow Food, presentati dai Vicepresidente dell’Associazione, Piero Sardo e Silvio Barbero, provengono da tutta Italia. In degustazione quest’anno le Alici di Menaica campane, il veneto Vialone Nano cucinato in risotto con la Lucanica, salume trentino; e poi sei formaggi provenienti da Veneto, Trentino, Toscana, Lombardia e Liguria. Per concludere, un dolce della tradizione ebraica toscana e le piemontesi paste di meliga del monregalese.

Il tutto in abbinamento ai vini piemontesi dell’azienda descritti dai sommeliers professionisti Fabio Gallo, Delegato AIS di Torino, e Roberto Pericci

Come sempre, la giornata si articola in due sessioni, un momento pomeridiano riservato ai ristoratori ed enotecari ed una replica in serata per i soci Slow Food e amici golosi. 

Attesissima la partecipazione di Giorgio Calabrese, noto nutrizionista, come moderatore e ospite d’onore della serata. 

 Cristina Torrengo

 

 

3° Incontro con i Presidi Slow Food & Terre da Vino con Bruno Pizzul (16 giugno 2003)

 

Il terzo Incontro organizzato dalla cantina TERRE DA VINO è stato dedicato come tradizione alla degustazione di alcuni rari prodotti dei Presidi Slow Food in abbinamento agli ottimi vini dell’azienda. Per il terzo anno consecutivo un grandissimo successo di pubblico con quasi 500 persone tra operatori del settore, giornalisti, autorità e amici golosi: sicuramente un appuntamento da non perdere.  

Il Direttore Generale, Piero Quadrumolo, ha ringraziato per la numerosa partecipazione gli operatori provenienti da ben 8 regioni d’Italia, dall’Emilia Romagna al Lazio, dalla Liguria al Veneto, dalla Lombardia al Piemonte. “Questo successo ci fa capire l’interesse anche culturale per queste piccole produzioni, ricche di una antica tradizione ma purtroppo in via di estinzione. L’incontro con i nostri vini si è dimostrato eccellente e sono certo che questa degustazione tecnica contribuirà a sensibilizzare i consumatori sulla grande qualità sia dei prodotti dei Presidi che dei nostri vini.”

I prodotti dei Presidi sono stati presentati da Piero Sardo e da Tiziano Gaia di Slow Food. Quest’anno stati coinvolti i sardi della Pasta Lorighittas di Morgongiori e dello Zafferano di San Gavino Monreale; i toscani della Razza Chianina Classica; i piemontesi della Tuma di Pecora delle Langhe insieme con i Mieli di Alta Montagna; i siciliani della Provola dei Nebrodi; i liguri della Castagna essiccata nei Tecci di Calizzano e Murialdo. 

I vini dell’azienda sono stati brillantemente illustrati da Antonio Dacomo, Presidente della Sezione A.I.S. Piemonte. L’inizio con i bianchi, il Roero Arneis “La Villa” 2002, dall’autoctono monovitigno, a fianco del Monferrato Bianco “Tra Donne Sole” 2002, un assemblaggio di Chardonnay  e Sauvignon. A proseguire due grandi rossi, la Barbera d'Alba “Croere” 2000, complessa ed affinata in legno, a confronto con la nota ed apprezzatissima Barbera d’Asti Superiore “La Luna e i Falò” 2000. 

Non è mancato il confronto tra due grandi vini a base Nebbiolo, il Barolo “Paesi Tuoi” 1998 e il Barbaresco “La Casa in Collina” 2000. A coronamento della degustazione l’Asti “Monti Furchi” 2002, spumante innovativo di grande qualità (senza zucchero aggiunto), a fianco del rinomato vendemmia tardiva, il Piemonte Moscato Passito “La Bella Estate” 2000, servito in magnum. 

Come sempre, la giornata si è articolata in due sessioni, un momento pomeridiano con inizio alle ore 12 riservato ai ristoratori ed enotecari ed una replica in serata alle 20 per i soci Slow Food e amici golosi.

Nella foto: Bruno Pizzul

Ospite d’onore, Bruno Pizzul, il noto telecronista e giornalista sportivo, che da tempo è un grande appassionato e curioso del vino. 

Cristina Torrengo

 

 

Inaugurazione  16 novembre 2001 

TERRE DA VINO  "ENOTECA WINE SHOP"

 

Barolo - Venerdì 16 novembre 2001 dalle ore 16.00 alle 21.00 l'Enoteca Wine Shop di Terre da Vino sarà inaugurata ed ufficialmente aperta al pubblico. 

Dotato di varie attrezzature ed in linea con la modernità dell’intero progetto, il Punto Vendita rappresenta il coronamento e l’ultima tappa dell’accoglienza turistica presso l’Azienda, favorita dal particolare e splendido complesso architettonico che la situa a pieno titolo nell'ambito della strategia “Cantine Aperte Tutto l'Anno”.

La passerella sopraelevata indica una grande novità tecnologica: la visione aerea dell’intera produzione attraverso i locali di imbottigliamento e di affinamento accompagna i visitatori lungo un percorso ideale, suggestivo e, a tutti gli effetti, innovativo.

Da programma oltre ad organizzare convegni, meeting e stage di formazione per operatori di settore, l’Azienda predispone visite e degustazioni ad hoc: una varietà di abbinamenti consigliati dallo staff tecnico per dare indicazioni sulle modalità di servizio, conservazione e assaggio a degna conclusione della visita in Azienda.

Presso l'Enoteca si trova l’intera gamma dell’Azienda che, per ampiezza e segmentazione, ne rappresenta il punto di forza in quanto offre tutte le principali tipologie di vini DOC e DOCG del Piemonte. 

Si spazia dai bianchi d’annata quali Gavi, Arneis, Favorita ed Erbaluce, ai rossi d’annata come Dolcetto, Barbera, Freisa ai rossi invecchiati Barolo, Barbaresco e Nebbiolo. 

Non mancano vini d’assemblaggio Barbera-Nebbiolo e Chardonnay-Sauvignon, e da dessert  e spumanti.

La Selezione Vini è affiancata da una vasta scelta di prodotti alimentari locali: dalle salse tipiche di Langa alla frutta secca sciroppata nel vino, dagli antipasti di verdure alle torte di nocciole, insieme a tante altre delikatessen della zona. 

Numerose composizioni studiate e personalizzabili sono disponibili come regalistica natalizia e/o per tutte le occasioni da ricorrenza per ogni richiesta.

Un’altra possibilità per conoscere l’Azienda e per immergersi in un paesaggio ricco di storia e di tradizioni in un connubio con la tecnologia orientata al futuro, lo specchio della filosofia aziendale.

 

Cristina Torrengo

 

 

DAL 2 DICEMBRE 2002 SUL MERCATO: 

IL "SUPER ASTI" DI TERRE DA VINO!! 

 

Centomila. E’ il numero di bottiglie di SuperAsti che sta per entrare sul mercato.

Un Asti pregiato, ricco, esuberante nei profumi, con grande pienezza, grasso al gusto, dalla giusta acidità, mai stucchevole, dal finale lungo, intenso, di suprema eleganza e dall’ampia gamma di sfumature aromatiche.

La società Terre da Vino, il colosso della cooperazione piemontese (4 milioni di bottiglie prodotte da tredici cantine sociali), entra nel delicato mondo dell'Asti spumante.

Una scelta strategica avviata con sole centomila bottiglie, poco più di una goccia nel mare dei 65 milioni di pezzi venduti ogni anno nel mondo.

Ma è un ingresso trionfale. Piero Quadrumolo, direttore generale di Terre da Vino,  ha elaborato con un gruppo dei suoi tremila soci viticoltori una strategia di “ritorno alle origini”. “Tutto è nato dalla ricerca condotta in vigneto per la produzione del moscato passito: il moscato portato in surmaturazione garantisce aromi e profumi eccezionali stabili nel tempo”.

A questo punto perché non provare a fare l'Asti come si fa per i grandi vini, con la stessa attenzione per la materia prima e basse rese per ettaro?

Nasce così il SuperAsti che, per sancire il legame con il territorio, riporterà in etichetta le zone di provenienza delle uve (Monti Furchi e Solia) e il millesimo, a maggior garanzia del consumatore.

Si parte da vigneti con esposizioni privilegiate (da sud-est a sud-ovest) con almeno 4.000 piante per ettaro e forma di allevamento Guyot. E’ necessario “accontentarsi” di 65-70 quintali di uva per ettaro.

Da queste uve selezionate si sono ottenuti mosti di alta qualità, con un’elevata concentrazione di aromi ed un maggiore timbro varietale di Moscato, che non necessitano di alcuna aggiunta di saccarosio per la presa di spuma.

La differenza sta nella maggiore concentrazione estrattiva che svilupperà sensazioni ricche e complesse nello spumante in bottiglia e, soprattutto, manterrà il patrimonio aromatico più a lungo nel tempo.

Dunque, partendo da uve selezionate raccolte a fine settembre, nelle zona di Nizza e Ricaldone, sono nati due Asti, che hanno nella loro carta d´identità l´indicazione: senza zuccheri aggiunti. Va detto che nella fase di spumantizzazione la legge consente l´aggiunta di saccarosio in misura tale da sviluppare fino a 3,5 gradi alcol. “E noi –  sottolinea Quadrumolo – abbiamo scelto che lo zucchero sia esclusivamente derivante dall'uva e questo non per motivi salutistici o di diete, ma perché riteniamo importante sottolineare l'origine assolutamente naturale del prodotto”.

Un progetto ambizioso ed assolutamente in controtendenza, dato che da alcuni anni l’Asti stava attraversando una profonda crisi.

Mentre il settore vino sta vivendo un momento favorevole, grazie alla nuova sensibilità del consumatore nei confronti della qualità e dell’immagine di un prodotto intrinsecamente legato alla natura e al territorio, l’Asti attraversava un momento difficile, proprio a causa di un livello qualitativo mediamente basso e di scarso  legame con il territorio.

Da queste considerazioni è nato il Progetto SuperAsti, che proporrà al consumatore un prodotto di alta qualità con un forte legame con il territorio.

Dunque una filosofia da “vini rossi”, un vero e proprio “ritorno alle origini”, la volontà di posizionare il famoso spumante italiano nella famiglia dei grandi vini.

Cristina Torrengo

 

 

 

TERRE DA VINO AL SIGEP (18-22 gennaio 2003)

 

In occasione dell’ultima edizione del SIGEP di Rimini TERRE DA VINO ha presentato in anteprima il Barolo Chinato “IL DIAVOLO SULLE COLLINE” 1998, ultimo nato nella sua produzione. Per risolvere uno dei sette abbinamenti consigliati con il Cioccolato presso lo stand dell'Associazione Chococlub è stata studiata una particolare ricetta dal noto e pluripremiato maestro pasticcere, Silvio Bessone. Per la sua preparazione di ottime praline al cioccolato ha optato per l’abbinamento al Barolo Chinato "IL DIAVOLO SULLE COLLINE" 1998. 

All'interno dello stand è stata allestita un'area dimostrativa: un vero e proprio laboratorio di pasticceria completo di tutti i macchinari ed attrezzature necessarie con i quali il maestro pasticcere ha illustrato i procedimenti di lavorazione necessari a realizzare le praline.  

Ottimo come vino da meditazione, il Barolo Chinato "IL DIAVOLO SULLE COLLINE" 1998 si presenta con grande equilibrio tra l’armonia del profumo e l’immediata gradevolezza del gusto. Conclude in maniera superba il fine pasto e può essere considerato per la sua lunga persistenza l’abbinamento ideale anche ai cioccolati più ricchi di cacao.

Cristina Torrengo

 

 

Il Barolo Chinato “Il Diavolo sulle Colline” 1998 

di TERRE DA VINO.

 

Domenica 9 febbraio alle ore 16.00 presso l’Enoteca Wine Shop, all’interno della Cantina Terre da Vino, si è presentato al pubblico il Barolo Chinato “Il diavolo sulle colline” 1998, ultimo nato tra i vini dell’azienda in abbinamento a Cioccolato.

Si è trattato della prima tappa, frutto della collaborazione di Terre da Vino con l’Associazione Chococlub Amatori del Cioccolato: una degustazione tecnica e guidata di Cioccolato e Barolo Chinato, per scoprire tutti i segreti di questi due grandi prodotti il cui abbinamento è davvero eccezionale.

 

 

Elemento fondamentale di base di questo vino aromatizzato è il Barolo DOCG "Paesi Tuoi" 1998 proveniente da una vinificazione che segue scrupolosamente i dettami della tradizione. Per produrre il Chinato, l’azienda si è affidata ad un’antica ricetta, reinterpretata in chiave moderna, a base di infuso naturale di corteccia di china Calissaja, di radice di rabarbaro e di una decina di altre erbe aromatiche. 

La scelta di una bassa gradazione alcolica è motivata dalla volontà di valorizzare il barolo d'origine; anche per questo motivo è proposto il millesimo in etichetta. 

Il titolo di Cesare Pavese "Il Diavolo sulle Colline" ne vuole esprimere tutta la complessità olfattiva, la potenza e la piacevolezza aromatiche, ma naturalmente anche il grande legame con il territorio.

Ottimo come vino da meditazione, si presenta con grande equilibrio tra l’armonia del profumo e l’immediata gradevolezza del gusto. Conclude in maniera superba il fine pasto e può essere considerato per la sua lunga persistenza l’abbinamento ideale anche ai cioccolati più ricchi di cacao.

Domenica 9 febbraio sono state proposte numerose tavolette da degustazione per sentire le differenze tra le varie gradazioni di cacao a fianco di questo grande vino.  

Cristina Torrengo

 

 

 

Grandi successi per TERRE DA VINO all'ultima edizione della London INTERNATIONAL WINE CHALLENGE (giugno 2004)

 

Grandi successi per i vini italiani all’International Wine Challenge 2004 di Londra. L’importante concorso internazionale, giunto quest’anno alla 21° edizione, ha potuto contare su ben 9.400 vini provenienti da ben 35 paesi diversi, degustati da oltre 500 assaggiatori professionisti.

Terre da Vino ha ricevuto la prestigiosa ed ambita medaglia d’oro sia per il Barbera d’Asti Superiore “La Luna e i Falò” 2001, che per il Gavi di Gavi "Masseria dei Carmelitani" 2003

Medaglia di bronzo, invece, per il Barbera d’Alba Superiore “Croere” 2001, il Langhe Nebbiolo "La Malora" 2001 e il Barolo "Poderi Scarrone" 1999. 

 

Cristina Torrengo

 

 

2003 Japan Wine Challenge Results

Gold Medal

Terre Da Vino Barbera d'Alba Croere 2000

Italy

Gold Medal

Terre Da Vino Langhe Nebbiolo La Malora 2000

Italy

 

Silver Medal

Terre Da Vino Barbera d'Asti La Luna e i Falò 2000

Italy

 

Bronze Medal

Terre Da Vino Gavi di Gavi Masseria dei Carmelitani 2002

Italy

Bronze Medal

Terre da Vino Barolo Poderi Scarrone 1998

Italy

 

 

 

TERRE DA VINO & VINITALY

1- 5 aprile 2004

PADIGLIONE 7 - STAND E6

 

Anche quest'anno Terre da Vino sarà presente al Vinitaly e, precisamente, all'interno del Padiglione 7, Stand E6!!!

Inoltre, presso il Padiglione di Slow Food........

Sabato 3 aprile  alle ore 16.00 un interessante Laboratorio-Degustazione:

"PIEMONTE, GRANDI VINI BIANCHI DA UNA TERRA DI ROSSI"

in degustazione: Gavi di Gavi "Masseria dei Carmelitani" 2003

Roero Arneis "La Villa" 2003

Piemonte Chardonnay "Rocche" 2003

Monferrato Bianco "Tra Donne Sole" 2003 

Cristina Torrengo

 

 

TERRE DA VINO & VINITALY

7-11 aprile 2005

PADIGLIONE 7 - STAND E6

 

Terre da Vino in occasione della prossima edizione del Vinitaly presenta il suo documentario: "Terre da Vino, 4.000 ettari di vigneto in Piemonte", realizzato in collaborazione con i suoi oltre 2.500 viticoltori soci. Si tratta di un percorso ideale che abbraccia il ciclo vegetativo della vite nel corso dell’anno.

Dalla potatura di gennaio al germogliamento, dalla scacchiatura alla fioritura, dalla sfogliatura all’invaiatura, dalla vendemmia alla vinificazione e affinamento del vino: un interessante viaggio tra le diverse varietà e nelle varie zone di produzione del Piemonte. Le bellissime immagini di vigneto rappresentano la Cantina di Barolo che da anni è il baricentro di questa grande realtà produttiva, prima azienda vitivinicola del Piemonte.

A Verona in degustazione le nuove annate: lo strepitoso Monferrato Bianco Tra Donne Sole 2004, uno splendido assemblaggio di Chardonnay e Sauvignon, il nuovo millesimo 2003 del Moscato Passito La Bella Estate, la grande annata 2000 dei Barolo Paesi Tuoi e Poderi Scarrone, il 2004 del SuperAsti Monti Furchi, prodotto da uve surmature, oltre alla vasta gamma dei migliori vini DOC e DOCG del Piemonte.

Come in passato, a disposizione presso lo stand le selezioni dei Formaggi Guffanti di Arona che ben si sposano e completano gli abbinamenti ai grandi vini dell’Azienda di Barolo.

Cristina Torrengo

 

 

5° Incontro con i Presidi Slow Food & Terre da Vino con Puccio Corona (23 maggio 2005)

 

L’EVENTO

La quinta edizione dell’Incontro tra i Presidi Slow Food & Terre da Vino ha riscosso come in precedenza un successo strepitoso visto il folto pubblico di quasi 500 operatori ospitati nella splendida cornice della sala di affinamento della Cantina.

Quest’anno la Sicilia è stata di scena: i prodotti gastronomici dei Presidi selezionati sono arrivati da questa terra ricca di tradizioni, in un matrimonio con i vini del Piemonte dell’Azienda. Non poteva mancare un testimonial d’eccezione dal sangue siciliano: PUCCIO CORONA, il noto giornalista televisivo.

Per spiegare il significato di una battaglia culturale per la salvaguardia della Biodiversità sono interventi due personaggi di spicco dell’Associazione Slow Food, Piero Sardo e Silvio Barbero,

I vini, poi, sono stati degustati e descritti sotto l’esperta egida di Roberto Pericci, noto sommelier professionista.

La giornata si è articolata come sempre in due sessioni: il pomeriggio con inizio alle ore 12.00 riservato ai ristoratori ed enotecari; la sera a partire dalle ore 20.00 ad autorità e amici golosi. 

Anche quest’anno, l’Azienda di Barolo ha offerto un importante contributo di conoscenza e tutela di prodotti agricoli e alimentari di qualità, ciascuno legato ad un territorio unico e irripetibile, in linea con la propria filosofia produttiva.

 LA DEGUSTAZIONE

L’ouverture della fase degustativa è stata riservata al Presidio del Suino Nero dei Nebrodi. Da questa razza, molto simile a selvaggi cinghiali, che vive allo stato brado in ampie zone a pascolo nei monti dei Nebrodi nella Sicilia nord-orientale si producono diverse specialità norcine, di grande intensità aromatica e molto adatte alla stagionatura. A Terre da Vino si sono potuti gustare gli ottimi capocollo, lardo, fellata e salsiccia secca. In abbinamento, due vini bianchi: l’ultimo prodotto dell’azienda, lo spumante Piemonte Chardonnay “Vallerenza” 2004, fruttato e ideale come aperitivo, a fianco del Monferrato Bianco “Tra Donne Sole” 2004, importante e complesso vino di assemblaggio da uve Sauvignon e Chardonnay. 

 Si è proseguito poi con un primo piatto tipico della tradizione siciliana: la “pasta c’anciova e ca muddica”. Nella preparazione di questa ricetta si è esibito lo chef Beppe Barbero che ha utilizzato le Masculine da magghia, le gustose alici rimaste imprigionate nelle maglie della rete (da cui il nome “da magghia”) nella cornice del golfo di Catania. Le stesse di cui diceva padron ‘Ntoni ne I Malavoglia “sentono il grecale ventiquattr’ore prima di arrivare (...) è sempre stato così, l’acciuga è un pesce che ha più giudizio del tonno”. A fianco di questo primo piatto, due rossi tipici del pasto quotidiano piemontese: la Barbera d’Alba “Ansisa” 2003, una barbera che mantiene tutta la tipicità e le caratteristiche varietali dell’uva di origine, a fianco del vino portabandiera dell’azienda, da ben 10 anni consecutivi insignito dei due bicchieri, a simbolo della sua costanza qualitativa: la Barbera d’Asti Superiore “La Luna e i Falò” 2002.

A seguire, una selezione dei cinque formaggi dei Presidi. Dalla Vastedda del Belìce, prodotta con il latte dell’omonima razza ovina autoctona, consumata freschissima, alla Provola delle Madonìe da latte vaccino, dal sapore dolce e delicato per la media stagionatura; dal Caciocavallo Palermitano proveniente dal latte della razza bovina Cinisara, il cui nome richiama Cinisi, uno dei comuni storici di produzione, al Maiorchino da latte crudo di pecora con aggiunta del 30% di capra, stagionato con profumi netti e persistenti, al Ragusano prodotto dal latte delle vacche Modicane, con caratteristiche note floreali tipiche dei Monti Iblei. L’abbinamento consigliato è con un Nebbiolo di grandissimo livello, in stile moderno affinato in barriques, il Langhe Nebbiolo “La Malora” 2001 e con il Barolo “Paesi Tuoi” 2000, prodotto dall’assemblaggio di vigneti diversi provenienti dalle varie aree (Barolo, Castiglione Falletto, La Morra, Monforte) secondo la tradizione dei grandi négociants.

Per concludere, si è gustato un ottimo gelato ai Pistacchi di Bronte, preparato per l’occasione dal maestro Guido Martinetti di Torino. Questa varietà di pistacchio cresce esclusivamente sui terreni accidentati di Bronte. È solo qui che ha un colore verde smeraldo così brillante e un profumo così intenso, resinoso, grasso. Attesa per due anni, la raccolta di questo prodotto coinvolge ben tutto il paese tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. In abbinamento, una grande annata di Moscato d’Asti “La Gatta” 2004, giallo oro, dolce e sensuale, con splendide note di frutta e fiori. E, a coronamento della giornata, il Barolo Chinato “Il Diavolo sulle Colline” 2000: ottimo vino da meditazione, degna conclusione del fine pasto in compagnia di 3 cru Ghana, Ecuador e Grenada della selezione “Terre del Cacao”.  

Cristina Torrengo

 

 

  Visita del "Master in gestione del sistema vitivinicolo" dell'Università di Milano

28 aprile 2005 c/o Terre da Vino

 

Giovedì 28 aprile abbiamo ricevuto con piacere e stima gli studenti del "Master in gestione del sistema vitivinicolo" di Milano. Questo Master è destinato a laureati, è un corso delle durata di un anno ed è gestito dall'università di Milano con sede presso l'Istituto Tecnico Agrario "Pastori" di Brescia. Il direttore del corso è il prof. Attilio Scienza.
Il nostro Responsabile Vigneti, Daniele Eberle, ha sviluppato con loro profonde relazioni tanto che da due anni seguono e collaborano nella sperimentazione di microvinificazioni di Nebbiolo. 
Questi studenti hanno scelto di visitare Terre da Vino in quanto per loro rappresenta un modello di sviluppo nel settore della cooperazione. Si è parlato, in particolare, dell'organizzazione ramificata di Terre da Vino e della gestione dei rapporti con le aziende agricole di base.

Nella foto: gli studenti del Master a Terre da Vino.

Cristina Torrengo

 

 

EFFERVESCENTS DU MONDE 2005: 

Medaglia d'Oro al Piemonte Chardonnay "Vallerenza"

 

 La 3° edizione del concorso internazionale Effervescents du Monde 2005 si è svolta a Digione (Borgogna) nei giorni 17 e 18 novembre scorsi. Si tratta di un’iniziativa organizzata dall’Associazione Forum Oenologie – tra i cui partners si evidenzia anche la rinomata Revue des Oenologues – che ha coinvolto 335 campioni provenienti da ben 22 nazioni diverse. I vini sono stati degustati da 60 esperti di giuria il cui 50% era straniero.

Tra le 32 Medaglie d’Oro conferite spicca il PIEMONTE CHARDONNAY DOC “VALLERENZA” di TERRE DA VINO.

Si nota il grande prestigio delle altre aziende vitivinicole italiane premiate a fianco di TERRE DA VINO con lo stesso riconoscimento. Anche questa volta ci siamo confrontati con vini di alto livello qualitativo, ma questa è l’ennesima testimonianza che i nostri prodotti hanno raggiunto un’ottima qualità, sempre più riconosciuta dalla stampa specializzata, italiana ed estera.

Cristina Torrengo

 

 

BARBERA D'ASTI DOC SUPERIORE 

SOTTOZONA NIZZA "MARTLET"

 

Ecco l’ultimo nato nella grande gamma vini di questa importante realtà piemontese. A partire dal mese di ottobre è uscita sul mercato la Barbera d’Asti Superiore a Sottozona Nizza.

Il millesimo 2003 è la prima annata che si fregia della sottodenominazione ed è ottenuta dalla collaborazione con numerosi soci dell’azienda che coltivano splendidi vigneti in località “Martlet”, proprio nel comune di Nizza Monferrato.  

La vinificazione è di tipo tradizionale. La fermentazione malolattica avviene appena terminata la fermentazione alcolica; segue l‘affinamento in barriques, dove il vino riposa per 15 mesi e durante i quali questo barbera evolve il suo patrimonio estrattivo.

 Il vino si presenta rosso rubino intenso, con un bouquet di buona ampiezza dove si riconoscono la viola, la prugna, i frutti di bosco, con piacevoli note di vaniglia e tabacco. In bocca è secco, elegante, armonico, dal piacevole finale persistente.  

Cristina Torrengo

 

 

6° INCONTRO CON I PRESIDI SLOW FOOD & TERRE DA VINO CON ENRICO FABRIS (5 giugno 2006)

 

Lunedì 5 giugno 2006 tornerà l’attesissimo “Incontro tra Terre da Vino & i Presidi Slow Food” all’interno della splendida cornice della sala di affinamento della Cantina di Barolo.

Protagonista quest’anno sarà il Veneto e i suoi prodotti. In degustazione da questa regione: 

il Riso Carnaroli di Grumolo della Abbadesse

 la Gallina Padovana e il Carciofo di Sant’Erasmo

una selezione di pregiati formaggi: il Morlacco del Grappa, il Monte Veronese e lo Stravecchio di malga dell’Altopiano dei Sette Comuni

il Mais Biancoperla 

Il tutto in abbinamento agli eccellenti vini piemontesi dell’azienda, sotto l’egida di sommelier professionisti. 

A presentare i Presidi Slow Food, la passione e l’intraprendenza per la difesa della Biodiversità di due personaggi di spicco dell’Associazione, Piero Sardo e Silvio Barbero.

Come sempre, la giornata si articolerà in due sessioni, un momento pomeridiano riservato ai ristoratori ed enotecari ed una replica in serata per autorità, giornalisti, soci Slow Food e amici golosi.

A coronamento della giornata interverrà un testimonial d’eccezione in arrivo da questa splendida terra: ENRICO FABRIS !!

Cristina Torrengo 

   

 

 

Londra, 29 settembre 2006: Fedrigoni premia gli stampati d’eccellenza.

Quest’anno, la premiazione si è svolta a Londra, nella magica cornice dello Shakespeare’s Globe Theatre, lungo il Tamigi. Top Applications Award è nato nel 1999 come iniziativa interna all’azienda tesa a valorizzare l’impegno della forza vendita Fedrigoni nel promuovere le carte speciali presso i creativi, i committenti (clienti finali) e gli stampatori. L’obiettivo è quello di presentare le carte speciali quali strumenti ideali per realizzare lavori di prestigio.

Un indipendente comitato internazionale di esperti provenienti dal mondo del design, del giornalismo, della docenza e delle istituzioni ha valutato per ciascuna categoria i lavori pervenuti premiando l’originalità, la funzionalità e la cura nella realizzazione, nonché l’impiego creativo del supporto carta. 

Nella Categoria 9 Etichette è stato premiato il ns. BAROLO ESSENZE:

Etichette: Essenze, etichetta per vino Barolo, realizzata su Constellation Snow Raster per Terre da Vino di Barolo. Progetto grafico e stampa La Commerciale.

Cristina Torrengo 

 

 

 

Una grande degustazione dell’annata 1999 di Barolo si è tenuta ad opera di alcuni membri del rinomato Grand Jury Européen a Piobesi d’Alba lo scorso dicembre 2006.

Il BAROLO "PODERI SCARRONE" 1999 della nostra azienda ha raggiunto, nel ristretto pool dei migliori produttori, l’eccellenza superando il punteggio dei 90/100 tra i 57 campioni degustati. Importante anche il giudizio di piacevolezza Très Bon (molto buono).

 

Cristina Torrengo

 

Il Grand Jury Européen è un club composto da circa 30 membri permanenti che opera senza scopo di lucro. Si tratta di giornalisti, privati, esperti, operatori, provenienti da vari paesi europei. Organizzano  degustazioni tematiche sviluppate secondo metodi rigorosi, alla cieca sotto controllo di un legale.

 

18 ° POSIZIONE

Terre da Vino  

Barolo Poderi Scarrone (Castiglione Falletto)  

PUNTEGGIO 90,70    

TB (Très Bon)

 

 

7° INCONTRO CON I PRESIDI SLOW FOOD & TERRE DA VINO CON ARRIGO SACCHI (11 giugno 2007)

 

Barolo – lunedì 11 giugno un grande del calcio, il mitico Arrigo Sacchi, è intervenuto come testimonial dei prodotti tipici dell’Emilia Romagna, tutelati da Slow Food, in degustazione presso la nota Cantina di Barolo.

Alla settima edizione, il folto pubblico di oltre 500 operatori provenienti da tutta Italia si è incontrato nella cornice della splendida sala di affinamento per degustare e conoscere prodotti gastronomici in estinzione in abbinamento a nobili vini piemontesi.

Il tecnico di Fusignano, esperto di calcio ma anche di sapori, ha allietato la passerella di prelibatezze della sua terra.

Fabio Giavedoni, degustatore di Slow Food, ha abbinato gli otto vini: una selezione dalla vasta gamma di produzione di Terre da Vino che conta oltre una trentina di Doc e Docg del territorio piemontese (alcune selezioni riportano sulle etichette le più note opere di Cesare Pavese e Beppe Fenoglio). 

Ad introdurre i Presidi Slow Food e la campagna per la difesa della Biodiversità sono arrivati due personaggi di spicco dell’Associazione, Piero Sardo e Silvio Barbero.

 

Il Presidio della autoctona Razza suina Mora di Romagna ha aperto la fase degustativa. La coppa di testa, un insaccato preparato con la testa del maiale a seguito di una cottura per 4 ore, il salame della Ghianda, così chiamato per la tecnica di allevamento dei suini a semibrado in boschi di querce e castagni e il lardo, miscelato a sale, spezie, pepe ed erbe e poi stagionato dai 5 ai 12 mesi sono stati serviti a fianco della mortadella classica di Bologna, altro Presidio costituitosi per caratterizzare una lavorazione eminentemente artigianale, come ha spiegato il produttore Leandro Lambertini.

In abbinamento, il confronto tra i due grandi spumanti a metodo Charmat dell’azienda di Barolo: il Piemonte Chardonnay “Vallerenza” Brut e il Piemonte Pinot Nero “Molinera” Extra Brut.

Si è proseguito poi con un primo piatto tipico della tradizione ferrarese con la Salama da sugo. Chiamata “salamina”, è un salume dal gusto inconfondibile con marcate note muschiate dovute alla lunga stagionatura che si mescolano all’acre del vino rosso, alla prepotenza delle spezie e alla sapidità invadente.

In abbinamento, due rossi tipici del pasto quotidiano piemontese: il Dolcetto d’Ovada “La Gaggina” 2006, con pronunciati sentori di ciliegia ed il retrogusto gradevolmente amarognolo, a fianco della Barbera d’Asti “San Nicolao” 2006, piacevolmente morbida e fruttata, con tutta la tipicità dell’uva di origine.

Non poteva poi mancare il Parmigiano Reggiano. Due le stagionature in degustazione (24 e oltre 30 mesi), due le razze bovine coinvolte. Luciano Catellani, responsabile del Presidio della Vacca Rossa Reggiana, ha raccontato le origini di questi bovini e la lavorazione di questo latte adattissimo alla caseificazione. Interessante anche la storia della Vacca Bianca Modenese, chiamata Bianca Val Padana per lo stretto legame al territorio, animali che si contano oggi in appena 650 capi.

Consigliato l’abbinamento con due grandi vini rossi, il portabandiera dell’azienda, da oltre 10 anni consecutivi raccoglie ottimi riconoscimenti da parte della stampa specializzata: la Barbera d’Asti Superiore “La Luna e i Falò” 2004 e un grande Nebbiolo in stile moderno, affinato in barriques, il Langhe Nebbiolo “La Malora” 2004.

La degustazione vini è proseguita con l’ultima grande novità, un Barolo di grande equilibrio e di altissimo livello, ottenuto secondo i canoni della grande tradizione. Il millesimo 2001 del Barolo “Essenze” nasce dall’assemblaggio di 6 cru delle più importanti zone viticole di Langa: La Volta a Barolo, Ravera a Novello, Scarrone a Castiglione Falletto, Bussia a Monforte, Gianetto a Serralunga e Annunziata a La Morra. 

In conclusione, il cioccolato al Presidio del Sale marino integrale di Cervia. Degustato in due tipologie, Latte 42% e Extra Fondente 54%, Miriam Ravaioli, responsabile della Cioccolateria L’Artigiano di Forlì, ha raccontato la lavorazione di questo cioccolato aggiunto di sale integrale “dolce”, dalle note caratteristiche superiori, ottenuto secondo un antico metodo di essiccazione.

Gran finale con l’Asti “Monti Furchi” 2006: giallo oro, di grande corpo e “grassezza”, dagli aromi intensi, di frutta matura, ma non essiccata. Ottimo con il gelato artigianale di Stefano Gallino della ditta Menodiciotto, che ha presentato due prelibati gusti a frutta di stagione: la Ciliegia di Pecetto (dalla provincia di Torino) e la Pesca tardiva di Leonforte (dalla provincia di Enna).

UN GRANDE ABBINAMENTO:VINO & SPORT

 Al termine della degustazione, abbiamo incontrato un grande personaggio del calcio italiano: 

ARRIGO SACCHI !!!

Nato a Fusignano e diplomatosi allenatore professionista, guidò inizialmente il Rimini in Serie C1 e le giovanili della Fiorentina. Ma fu con il Parma che arrivò alla Serie B riuscendo con i ducali ad eliminare il Milan dalla Coppa Italia. Il suo gioco spettacolare, basato sulla difesa a zona e sul pressing piacque al presidente dei rossoneri che lo volle con sé. Sacchi riuscirà, con il tempo, anche ad influenzare la mentalità calcistica, inculcando nella testa dei propri giocatori il concetto del "calcio totale", una squadra forte sia dal punto di vista offensivo che difensivo.

Guida poi il Milan dal 1987 al 1991, vincendo molti trofei: uno scudetto, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e due Supercoppe Europee.

Nel 1991 Sacchi viene assunto alla guida della nazionale italiana. Si ricordano le partite durissime ma tatticamente ben giocate conclusesi con la storica finale ai Mondiali statunitensi del 1994.

Nel novembre 1996 torna ad allenare il Milan mentre qualche anno più tardi, nel 1998, sale alla guida dell’Atletico Madrid. Lascia l’incarico l’anno successivo.

Ricopre in seguito il ruolo di direttore tecnico nel Parma e poi nel Real Madrid.

Cristina Torrengo

 

 

 

LA MOSTRA INTERNAZIONALE DI MAIL-ART A TERRE DA VINO

Il Mail Art Project “Cesare Pavese the Hills and the Sun”, un Concorso bandito dalla Fondazione “Cesare Pavese” di S. Stefano Belbo, ha registrato nel 2007 un’eccezionale risposta da ogni parte del mondo. Sono infatti pervenute opere di diversa natura e di diverso formato, nate dall’interpretazione dei libri di Cesare Pavese. La Mail Art è una nuova forma di arte diffusa in tutto il mondo, che si avvale dei mezzi postali per la circolazione delle opere. Per la prima volta in Italia è stato bandito un concorso relativo alle opere di uno scrittore, intimamente legato al paesaggio collinare delle Langhe.

La prima esposizione si è svolta presso le Cantine di TERRE DA VINO DAL 28 OTTOBRE 2007 AL 13 GENNAIO 2008.

 L'INAUGURAZIONE E CONFERENZA STAMPA (27 ottobre 2007) c/o Terre da Vino  

Nella foto: i Relatori durante la Conferenza Stampa.

Alla presentazione della mostra e del volume ha partecipato il professore Elio Gioanola, che ha descritto i temi delle colline e del sole nelle opere pavesiane con richiami biografici, insieme con Franco Vaccaneo, che ha commentato le numerose iniziative del Centenario, oltre agli autori del libro e curatori della mostra Francesca Lagomarsini e Pierpaolo Pracca. Ha condotto l'incontro il giornalista Alberto Sinigaglia. 

I Relatori:

Elio Gioanola é nato a San Salvatore Monferrato nel 1934. Ha insegnato Letteratura italiana nella Facoltà di Lettere dell'Università di Genova. Ha pubblicato saggi letterari di fondamentale importanza su Giacomo Leopardi, Carlo Emilio Gadda, Cesare Pavese e Luigi Pirandello utilizzando la psicanalisi quale strumento interpretativo. La sua attenzione va al saggio "Cesare Pavese: le colline, il sole", del quale ha redatto l'introduzione soffermandosi sui tre nuclei tematici sviluppati dagli autori: il motivo biografico, quello della collina e del sole con le loro rispettive valenze simboliche. Motivo d'interesse é senza dubbio l'interpretazione di Pavese quale autore religioso in un'ideale continuità con il pensiero leopardiano.

Franco Vaccaneo é nato a Santo Stefano Belbo nel 1955. E' stato uno degli artefici della recente costituzione della Fondazione Cesare Pavese della quale presiede il comitato scientifico. Autore di importanti saggi di critica letteraria su Cesare Pavese e Beppe Fenoglio é anche sceneggiatore per il cinema e per il teatro. Si distingue per le innumerevoli iniziative di promozione culturale in terra di Langa. Ha presentato l'iniziativa con la quale si apre la stagione del Centenario Pavesiano soffermandosi, con un breve excursus, sugli eventi nazionali ed internazionali che vedranno impegnata la Fondazione Cesare Pavese a partire dai primi mesi del 2008. L'intervento presenterà gli aspetti inediti presenti all'interno del saggio.

Gli autori del libro e curatori della Mostra:  

Pierpaolo Pracca, nato ad Acqui Terme nel 1967, antropologo e psicologo clinico svolge attività di ricerca nell'ambito dell'Antropologia Filosofica e della Storia delle Idee. Ha scritto i saggi Natura e Morale (2004), Cesare Pavese: il meriggio e il sacro (2006) e in via di pubblicazione Il venditore di poesia: itinerari di senso nella poetica di Gaetano Ravizza. E' intervenuto parlando del Progetto Mail Art che ha coinvolto artisti da ogni parte del mondo e di come questo abbia riguardato la figura di Cesare Pavese declinata attraverso i diversi immaginari dei partecipanti. La collina e il sole: due universi di discorso, due topos letterari trattati secondo la lente prospettica della parola scritta e del linguaggio visivo. 

Francesca Lagomarsini , é nata a Genova il 2/12/1971, Formatrice e Saggista, ha pubblicato insieme a Pierpaolo Pracca "Cesare Pavese, il meriggio e il sacro" , Genova, 2006. Ha presentato Il Progetto Internazionale di Mail Art e il Libro "Cesare Pavese, le colline e il sole", soffermandosi sulla nascita del progetto e l'evoluzione delle diverse fasi di selezione.

Silvano Pertone, nato a Genova nel 1969 é Mail Artista ed ha partecipato come ideatore e promotore a diversi progetti in Italia e all'estero. Tra questi ricordiamo: Va ai confini del mondo (1999), Deep Space (2000), Post Psyco Corol (2005) e Cesare Pavese: le colline e il sole (2007). Ha spiegato la filosofia della Mail Art, movimento di arte informale nato alla fine degli anni cinquanta grazie al genio creativo di Roy Johnson.

 IL VOLUME

Si abbina alla mostra il volume “Cesare Pavese – le colline, il sole” edito da Priuli & Verlucca, curato da Franco Vaccaneo, Francesca Lagomarsini e Pierpaolo Pracca. I tre testi originali che ne fanno da trama concorrono efficacemente a centrare l’attenzione sulle metafore attorno a cui tutta l’opera di Pavese si raccoglie. E’ illustrato dagli esemplari più originali del Mail Art Project, promosso proprio per il Centenario della nascita. 

I PROMOTORI

La Fondazione “Cesare Pavese” e l’azienda Terre da Vino hanno collaborato con il patrocinio del Premio Grinzane Cavour per la realizzazione del primo evento del Centenario della nascita dello scrittore (1908-2008). Dalla selezione delle opere è stata predisposta una Mostra la cui inaugurazione e prima esibizione si sono svolte presso la Cantina di Terre da Vino a Barolo. Quest’ultima da tempo produce una linea di vini con le etichette ispirate ai romanzi dello scrittore e per questo motivo ha deciso di affiancare la Fondazione Cesare Pavese nella realizzazione di questo importante progetto.

Cristina Torrengo

  

 

 

Nella foto: il pubblico in visita alla Mostra di Mail Art.

 

Dopo l’esordio di Barolo, le opere si trasferiscono in alcune importanti città italiane nel 2008, quando ricorre il Centenario della nascita dello scrittore: Roma, Firenze, Milano e Torino. 

ROMA (19 marzo – 23 aprile 2008) CASA DELLE LETTERATURE – Piazza dell’Orologio 3 www.casadelleletterature.it  

Giornata inaugurale: Mercoledì 19 marzo ore 15.30 

Tavola rotonda: LEGGERE E STUDIARE PAVESE OGGI a cura di Fabio Pierangeli  e Maria Ida Gaeta. Introduce Giulio Ferroni. Interventi di Arnaldo Colasanti, Daniela De Liso, Roberto Gigliucci, Cristiana Lardo, Anco Marzio Mutterle, Gianni Venturi. 

Proiezione in anteprima del film: CESARE PAVESE. GLI AMICI per la regia di Andrea Icardi, Fondazione Cesare Pavese. Intervengono Franco Ferrarotti, Carlo Lizzani, Mario Motta, Achille Occhetto  

Inaugurazione della mostra con aperitivo dedicato alla Barbera d'Asti Superiore "La Luna e i Falò"  

 

 

 

Nella foto: Brindisi finale con la Barbera "La Luna e i Falò" 

 

Mercoledì 2 aprile, ore 17.00 

E D’ACCANTO MI PASSANO FEMMINE

Testimonianza e letture teatrali:  di MARCO BALIANI. Introduce Fabio Pierangeli  con  Laurana Lajolo. 

Giovedì 3 aprile, ore 17.00   

Pavese a teatro: con i CHILLE DE LA BALANZA.  Interventi di Giovanni Antonucci, Claudio Ascoli, Maria Grazia Giannichedda, Renato Nicolini, Fabio Pierangeli,  Alberto Maria Sobrero in occasione dell'uscita del libro TEATRO, COMUNQUE  di Costanza Lanzara,  Morgana Edizioni (sarà presente l’autrice)

Mercoledì 23 aprile, ore 17.00  

 Pavese al cinema : proiezione del film di finzione UN PAESE CI VUOLE sceneggiatura di Bruno Gambarotta, Franco Vaccaneo, Vanni Vallino. Regia di Vanni Vallino. Produzione: Immagina Novara-Fondazione Cesare Pavese. Saranno presenti Nino Castelnuovo, Iaia Forte, Marco Morellini, Saverio Vallone, protagonisti del film.

 

 FIRENZE (29 aprile – 31 maggio 2008) SAN SALVI CITTA’ APERTA – Via di San Salvi 12 Padiglione 16 www.chille.it   

Vernissage con aperitivo

Mostra di Mail Art internazionale 

CESARE PAVESE:

LE COLLINE, IL SOLE

Interventi di:
        Giuseppe Artuffo

Sindaco di S. Stefano Belbo e Presidente Fondazione C.Pavese

Giovanni Gozzini 

Assessore alla Cultura Comune di Firenze

Piero Quadrumolo

Direttore Generale Terre da Vino

Franco Vaccaneo 

Presidente Comitato Scientifico Fondazione C.Pavese

Claudio Ascoli 

Direttore artistico Chille de la balanza

 

Cesare Pavese: le colline, il sole (29 aprile - 31 maggio 2008) è una mostra internazionale di Mail Art realizzata dalla Fondazione Cesare Pavese di Santo Stefano Belbo in collaborazione con Terre da Vino, prestigiosa azienda vinicola di Barolo: comprende oltre 300 creazioni inviate da Artisti di tutto il mondo.  Nel 2006, sull'esempio di quanto fatto dalle Poste Spagnole in occasione dei 400 anni dalla nascita di Cervantes, gli autori della mostra (Franco Vaccaneo, presidente Comitato  Scientifico della Fondazione Pavese, Francesca Lagomarsini e  Pierpaolo Pracca) lanciarono un concorso internazionale proponendo l'invio di creazioni di Mail Art su Cesare Pavese. I risultati qualitativi e quantitativi sono stati superiori ad ogni previsione con l'arrivo  centinaia di opere da tutto il mondo, ad avvalorare - ove ce ne fosse bisogno - l'importanza e l'attualità dello scrittore piemontese. 

All'aperitivo del Vernissage si sono degustati i vini del Piemonte  Terre da Vino - Cantine in Barolo abbinati ormai da anni ai titoli delle opere di Pavese (dal Barbera La Luna e i Falò al Barolo Paesi Tuoi) accompagnati da formaggi tipici della zona.

Gli incontri proseguono nella Città Aperta di San Salvi:
Giovedì 1° maggio Dalle ore 16,00 a mezzanotte FESTA DI CALENDIMAGGIO
Teatro, musica popolare, ballo nell'antica festa di primavera. 
 
Teatro dal 14 al 18 maggio Tutte le sere alle ore 21,00 OGNI GUERRA È UNA GUERRA CIVILE
Una produzione teatrale di Chille de la balanza, con Claudio Ascoli, Sissi Abbondanza e Marco Pecchioni. Scrittura scenica di Claudio Ascoli
 
Tavola rotonda Giovedì 15 maggio ore 17.30 IL VIZIO ASSURDO
Proiezione della storica messinscena con Luigi Vannucchi del testo teatrale di Fabbri-Lajolo. Introduce Fabio Pierangeli. Testimonianze di Ilaria Fabbri e Laurana Lajolo.

 

Cristina Torrengo

MILANO (7 - 30 ottobre 2008) CASA DELL’ENERGIA AEM – Piazza Po 3 www.casadellenergia.it

 

 TORINO (12 – 23 novembre 2008) PALAZZO BRICHERASIO - LE SALE STORICHE – Via Lagrange 20 www.palazzobricherasio.it

 

 

LA MAIL ART (O L'ARTE POSTALE)

Mail Art (in italiano Arte Postale) è un'esperienza d'arte comportamentale e concettuale sviluppatasi negli anni sessanta.

Il principio ispiratore si ricollega all'iniziativa del gruppo Fluxus, il vivace movimento internazionale che si distinse per una serie di azioni, interventi, creazioni di spirito neodadaista.
Proprio dal gruppo Fluxus proviene l'americano Ray Johnson, che nel 1962 realizzò il primo esperimento di mail art inviando per posta i suoi lavori in tutto il mondo("Add to and return to").
Johnson fondò la New York Corrispondance School of Art (Scuola d'arte "per corrispondenza") nella quale non solo gli elaborati spediti, ma buste, francobolli e timbri finirono per confluire nell'operazione artistica.

Una grossa spinta a questo movimento proviene da On Kawama, uno dei massimi esponenti dell'arte concettuale americana.

Le iniziative di Kawama:

-         "I got up", 1969, una serie di cartoline postali inviate tutti i giorni per 4 mesi ad artisti, critici, amici, con l'indicazione dell'ora in cui si era alzato da letto;

-         "I am still alive", 1970, un telegramma inviato a Sol Lewitt, che ne trasse 74 variazioni.
In questo modo la mail art si precisava come l'ala più mobile e più "democratica" di un'arte che rifiutava gli oggetti per affidarsi a messaggi immateriali, ad operazioni sul linguaggio della comunicazione. La mail art è lo scambio di arte e di idee fra artisti visivi, audio e letterari.

Lo sviluppo della mail art ha resistito alla crisi della cultura concettuale negli anni Ottanta: sia per incroci con altre esperienze come la poesia visiva, sia avvalendosi di nuove tecnologie della comunicazione, come la fotocopiatrice ed il fax (non a caso la mail art spesso viene ridefinita fax art).
Un nuovo strumento che ha facilitato la diffusione della mail art è la rete internet.
La posta elettronica, abolendo distanze spaziali e temporali, arricchendo i messaggi con gli ipertesti, ha consentito alla mail art un salto di qualità anche concettuale.

Obiettivo di mail art è proporre un'arte diffusa fuori dagli schemi del sistema, accessibile a tutti, che offre più che opere e prodotti, processi mentali, stimoli creativi, scambi di idee. Un'idea forse effimera dell'arte, ma ben a passo coi tempi.

Non dimentichiamo tuttavia le origini storiche di questa corrente, facilmente identificabili nelle avanguardie dadaiste e futuriste del primo Novecento.

 

 

 

METODI PORTATILI NON DISTRUTTIVI PER LA MISURA DELLA QUALITA' DELLE UVE E DEI VINI

"Portable Non Destructive Instruments for Grape and Wine Quality Measurements"

(30 maggio 2008) Convegno scientifico c/o Scuola di Studi Avanzati - Pisa

 

 

Per partecipare al convegno scientifico, rivolgersi a:

Mrs Ileana Tommasi

Dr. Andrea Bellincontro

Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari - Università della Tuscia

tel. 0761 357494 www.postharvestlab.eu